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Roma sanguinaria. Boia, torture ed esecuzioni nella storia dell'urbe
Beschreibung auf Italienisch
Il supplizio della corda in via del Corso. La gogna, dietro Campo de’ Fiori. Erano numerosi i luoghi deputati alle torture a Roma. In strada si ospitavano quelle più leggere, che si sapeva non avrebbero condotto il torturato alla morte ma che tutt’al più si riteneva avrebbero strappato qualche urlo al malcapitato e diverse risa al suo pubblico. Quelle più pesanti, invece, avvenivano nel segreto delle celle. L’Urbe ha un cuore sanguinario. Lo dicono le cronache, ne conservano memoria le sue strade e anche le sue tradizioni. Le condanne si eseguivano in piazza, davanti a una folla festante. Alle esecuzioni si portavano anche i bambini, per insegnare loro a comportarsi bene. La presenza del boia era normale e frequenti erano i suoi “lavori”, tanto che Roma, da tradizione, ospiterebbe ancora il fantasma di Mastro Titta, il più famoso – e “produttivo” – degli esecutori. Numerose anche le memorie delle vittime e delle sentenze che divisero i romani, come quella di Beatrice Cenci. Dalla Rupe Tarpea fino a Castel Sant’Angelo, senza dimenticare la ghigliottina in piazza del Popolo, tra luoghi simbolo della città e altri che lo sono meno, è una lunga scia di sangue quella che scorre a Roma, attraverso i secoli. Un percorso alla scoperta delle pagine più oscure della storia dell’Urbe e della sua idea di “giustizia”.
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