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Memoria dell'utopia. Gramsci e noi
Description in Italian
In un tempo in cui il futuro appare incerto e il presente si dilata senza prospettive, la figura di Antonio Gramsci riemerge come segno vivente di un pensiero rivoluzionario ancora possibile. La sua biografia continua a suscitare stupore e ispirazione, non solo per il ruolo cruciale svolto nella vita politica e culturale dell’Italia, ma anche per le sue singolari qualità umane. Basti pensare alle toccanti parole indirizzate al fratello Carlo durante la lunga prigionia nel carcere fascista: «Anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio». Un’esortazione che rivela quella «pulsione al futuro» – una delle tante forme del suo inconscio utopico – che lo portò a rifuggire ogni nostalgia, anche nei momenti più duri. Con la sensibilità propria dell’analista, Angelo Villa ci guida tra le pieghe della vita intima di Gramsci: dall’infanzia segnata da un corpo sofferente agli anni di studio a Torino, fino ai viaggi in Russia e alla carcerazione. La storia privata di “Nino” affiora così tra le righe della sua vita pubblica e dei suoi scritti, insieme all’amore per la lingua, la politica, il Partito. Prende forma la «cronaca di una vita» sempre attuale, attraversata da pulsioni, fantasmi e desideri: quella di un uomo che ha lavorato affinché la rivoluzione fosse, prima di tutto, una trasformazione dell’essere umano. Sempre solare, nonostante l’esperienza del tragico, la «rivoluzione gramsciana» è la testimonianza di una potenzialità dell’inconscio – personale e collettivo – protesa verso il futuro e capace di reinventare una storia ancora aperta al divenire.
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